Boule e Biribisso sono rispettivamente considerati la madre e il padre della Roulette.Il gioco della Boule, ancora presente in qualche piccolo Casinò francese e in qualche rarissimo casinò online non legale per l'Italia, nasce nel XVIII secolo e, in quell’epoca, spopola in tutte le Case da gioco europee.
All’apparenza sembra un gioco più generoso della figliola, nella realtà si tratta di una vera e propria truffa legalizzata. Infatti, poco più tardi verrà bandito da tutti i Casinò, solo in Francia è considerato legale.
La Boule, soprannominata anche la Roulette dei poveri perché frequentata unicamente dai giocatori meno abbienti. Si presenta con una ruota statica con 18 caselle con due serie di numeri: da 1 a 9. Si può puntare sui numeri pari e dispari, sul manque (1, 2, 3, 4) e passe (6, 7, 8, 9). Infine il 5 fa le veci dello zero della roulette francese.
In caso di vittoria il banco paga 8 volte il numero pieno e, se le scommesse sono sul 5, paga sette volte.
Si può scommettere anche sulle colonne (1, 3, 6 8 o 2, 4, 7, 9), per queste combinazioni il banco paga alla pari.
In questo gioco il banco ha un vantaggio smisurato, pensate che la roulette francese vi permette di subire uno svantaggio quattro volte inferiore.
Da qualche anno la Boule si è ripresentata sotto una nuova veste nelle sale da gioco online (nella foto in alto a sx), il look è diverso ma le probabilità di perdere sono rimaste semprele stesse, ossia molto alte.
Il Biribisso risale alla seconda metà del Seicento, al tempo le puntate erano in zecchini e come la madre della roulette ha una bruttissima reputazione, tanto che il suo giocatore più illustre, il latin lover Giacomo Casanova, lo definì “un vero gioco da ladri”.
Questo gioco d’azzardo era un tavoliere formato da 66 caselle numerate. Ognuna si contraddistingueva da una raffigurazione (il cavaliere, la dama, Arlecchino ed altre maschere, Cupido, Bacco, degli animali, devi velieri e dei stemmi della nobiltà genovese). Difatti, le origini del Biribisso provengono da Genova. Lo stemma della città ligure occupava la casella numero 26. Il vincitore era colui che, mettendo una moneta sopra il numero, aveva la fortuna che la casella corrispondente venisse estratta dalla borsa.
I genitori della roulette non godevano certo di buona fama. Nella metà del Settecento, il padre, venne proibito in Italia, ma si ripresentò con il nome di Biribì in Francia, dove venne proibito verso gli inizi dell’Ottocento.








IL GIOCO D'AZZARDO E' VIETATO AI MINORI DI 18 ANNI E PUO' PROVOCARE DIPENDENZA PATOLOGICA